Archivi del mese: gennaio 2012

Una Visione Complessiva

Riformare il rapporto tra Cittadini e Governo

Cerchiamo adesso di chiarire, con una visione d’insieme, come le varie parti di questa architettura servono ai nostri scopi e come interagiscono tra di loro.

Centralità della Competizione

Il Governo e la società Italiana dovranno accettare la competizione e la continua comparazione con un gruppo selezionato di Nazioni Europee rispetto ad un numero preciso di indicatori di interesse Nazionale che copriranno l’economia, i comportamenti sociali, la cultura, i servizi primari, etc. Il Governo dovrà in oltre essere in grado di mostrare un tangibile miglioramento rispetto alla precedente amministrazione con la quale verrà parimenti comparato, rispetto allo stesso insieme di indicatori.

Principi, Regole ed Obiettivi

Abbiamo già sottolineato come gli obiettivi di competitività e di benessere materiale e morale sono da considerarsi patrimonio primario della Nazione e come questo patrimonio non dovrà più essere messo in discussione da nessuna forza politica.
Tutte le forze politiche si dovranno infatti concentrare sul loro programma, su come gestire questo patrimonio, su come contribuire al raggiungimento degli obiettivi primari della Nazione.

I governi possono essere liberi di aggiungere ai loro programmi obiettivi specifici e di parte che caratterizzeranno ed indirizzeranno, in parte, il loro operato, ma che mai potranno essere in contrasto con gli obiettivi primari dello Stato e, parimenti, mai potranno arrecare danno al patrimonio dello Stato stesso.

I Principi, le Regole e gli Obiettivi serviranno nell’ordine a ispirare l’azione di governo nel supremo interesse Nazionale, a limitare gli ambiti e le modalità operative e a misurare in modo inequivocabile i risultati. Il seguente schema riassume il tutto:

  • I Principi    
    • Ispirano l’azione del Governo nel conseguimento dei supremi interessi Nazionali, dovrebbero essere assimilati nella carta costituzionale.
  • Le Regole    
    • Delimitano gli ambiti e le modalità operative del Governo che:
      • Potrà operare fino a scadenza del suo mandato , fino a quando ha la fiducia del Parlamento e fino a quando è in linea con il raggiungimento degli Obiettivi Primari.
      • Non potrà operare contro gli interessi primari della Nazione
    • Possono essere assimilate nella carta costituzionale
  • Gli Obiettivi
    • Consentono di misurare costantemente ed in maniera oggettiva l’operato del Governo

I Principi ci aiuteranno a limitare i danni del populismo sfrenato, i quali, in una società dove le coscienze possono facilmente essere manipolate dai messaggi mediatici, possono essere gravi, incontrollabili e duraturi. Le regole costringeranno il governo ad operare nei confini del mandato di agenzia del Popolo Italiano, limiteranno la corruzione e focalizzeranno l’azione sugli obiettivi evitando il prevalere assoluto degli interessi di parte.

Gli Obiettivi costringeranno infine il Governo a migliorare rispetto alla precedente amministrazione e a progredire, nelle varie aree chiave,  rispetto alle nazioni europee di riferimento, pena il fallimento politico della legislatura e l’impossibilità dei singoli amministratori (componenti della compagine governativa incluso il primo ministro) di continuare la propria carriera politica. Questa importantissima norma ci libererà finalmente dalla perpetua occupazione delle cariche pubbliche da parte di soggetti che si sono dimostrati incapaci nella guida e nell’amministrazione della Nazione e spingerà le varie forze politiche ad esprimere delle candidature finalmente all’altezza del loro compito portando alla ribalta le forze più sane e buone della Nazione.

Le scelte di parte ed il lobbismo saranno, infine, limitati dalla primaria importanza del raggiungimento degli obiettivi di interesse Nazionale senza il quale la perdita del mandato di governo e della credibilità politica  dovrà essere certa.

Misurazione, Controllo ed Efficienza

Il Governo, ed in generale tutta la macchina politico-amministrativa,  dovrà accettare la continua misurazione del proprio operato rispetto ad un insieme predefinito e stabile di indicatori che riguarderanno alcune aree definite di Interesse Nazionale. Durante il mandato di Governo vi saranno due misurazioni formali: la prima, a ¾ del mandato verificherà il grado di raggiungimento degli obiettivi e forzerà la ristrutturazione della squadra di Governo in caso di inadempienze sostenibili o la sua caduta in caso di evidente grave mancato raggiungimento degli obiettivi intermedi, la seconda a fine mandato dovrà sancire il definitivo raggiungimento degli obiettivi o il totale fallimento del governo uscente. In caso di fallimento i componenti del governo, secondo le loro responsabilità, non potranno più occupare cariche politiche per i successivi 15 anni, terminando di fatto la loro carriera politica.
Il Governo sarà quindi obbligato ad adottare una cultura dell’efficienza e del merito e ad estenderla a tutte le amministrazioni che gerarchicamente ad esso rispondono nella struttura amministrativa dello stato. Solo la somma di tutte le efficienze ricercate e trovate in ogni angolo della macchina pubblica potrà portare al finale raggiungimento degli obiettivi primari.

Cittadinanza Attiva

Una funzione di primaria importanza sarà costituita dal Controllo Attivo e Riconosciuto dei Cittadini sulle azioni del Governo. Il Governo potrebbe essere, infatti, portato a operare in modo da soddisfare il raggiungimento degli obiettivi primari a scapito del miglioramento reale della situazione del paese. La funzione di controllo attiva dei Cittadini, da esprimersi mediante comitati civici organizzati e regolati secondo un diritto del servizio civile obbligatorio, consentirà in modo istituzionale di controllare la qualità dei servizi e delle opere che il Governo, tramite le varie amministrazioni,  intende realizzare ed avrà poteri di contrasto nel caso in cui vengano violate le modalità, le funzioni ed i parametri di qualità previsti.

Lascia un commento

Archiviato in Democrazia e Costituzione

Cosa cambiare (e Come)

 

Misura e Controllo per il Cambiamento

Dopo avere Illustrato, brevemente, i principi guida per la trasformazione, soffermiamoci ora sugli strumenti a nostra diposizione per operare il cambiamento. Il nostro obiettivo primario non sarà certo quello di trasformare l’ordinamento dello stato ma il nostro atteggiamento di cittadini e soprattutto il comportamento della nostra classe politica e dei governi che essa esprime.

Vi sono, in particolare dei comportamenti che ben conosciamo i quali hanno gravemente danneggiato la Nazione e che vogliamo profondamente scoraggiare, come ad esempio:

  • Corruzione e reati contro il patrimonio
  • Accesso alle cariche elettive senza la diretta preferenza popolare
  • Comportamenti populistici ai danni delle finanze e del patrimonio dello stato
  • Aumento incontrollato ed ingiustificato della tassazione
  • Nepotismo
  • Occupazione perenne delle cariche pubbliche
  • Abuso dei poteri concessi
  • Supporto alle posizioni lobbystiche
  • Tollerata inefficienza della macchina pubblica
  • Mancato controllo della spesa pubblica e del debito
  • Etc…

D’altro canto vorremmo incoraggiare altri comportamenti che potremmo comunemente definire “virtuosi”, come:

  • Migliorare la qualità delle persone alla guida della Nazione
  • Promuovere il merito e la leale competizione nella società.
  • Promuovere la trasparenza e l’informazione.
  • Promuovere la cultura della misurazione, della valutazione e dell’efficienza.
  • Promuovere il coinvolgimento attivo della cittadinanza nella protezione dell’interesse comune.

Quali sono dunque i cambiamenti che si rendono necessari per incoraggiare i comportamenti virtuosi ed eliminare i principali vizi della nostra democrazia?

Come abbiamo detto in precedenza trarremo ispirazione da  4 indirizzi fondamentali:

  1. Accettare la Competizione (nella società come nella funzione di governo e nella classe politica)
  2. Individuare ed astrarre Principi, Regole ed Obiettivi dalla competizione politica
  3. Misurare, Valutare e cercare continuamente l’Efficienza
  4. Partecipare attivamente, come Cittadini, alla gestione del nostro patrimonio

I punti precedenti ci indicano la strada da seguire, ma non sono ancora sufficienti a farci raggiungere l’obiettivo del cambiamento. Occorre cambiare profondamente le procedure di governance della Nazione, intese come patrimonio comune di un popolo, ed il rapporto di agenzia, che come popolo, abbiamo con i nostri rappresentanti democraticamente eletti. Occorre riformare l‘architettura di alcune istituzioni di base in modo da poter operare una efficace e tempestiva forma di controllo sugli organi di governo della Nazione.

Al centro della nostra attenzione vi sarà quindi il Governo, che è il gestore del nostro patrimonio Nazionale, e rappresenta gli interesi primari della Nazione, interessi che devono, sempre e comunque, venire innanzi a qualunque interesse di parte. Secondo gli indirizzi base che abbiamo individuato, il Governo dovrà accettare la competizione Globale nel cui contesto si colloca l’Italia, dovrà accettare la misurazione dei risultati che da tale competizione deriveranno, dovrà esserne responsabile, dovrà infine accettare le forme di misurazione e controllo che i Cittadini stessi, che esso rappresenta, dovranno e potranno esercitare nei suoi confronti.

Lascia un commento

Archiviato in Democrazia e Costituzione

In Che Direzione Andare?

Una Lunga Strada Innanzi a Noi

Occorrerà, a mio avviso, seguire 4 principi base:

1 – Affrontare la competizione

Dobbiamo aprirci alla Competizione Globale guardarla in faccia, non temerla, affrontarla con spirito positivo nella sua ineluttabilità.

2 – Darsi Regole ed Obiettivi

Dobbiamo astrarre gli obiettivi primari della Nazione e le regole dalla competizione politica.

Sugli obiettivi di benessere e competitività dobbiamo poter misurare la capacità delle parti politiche, di tutte le parti politiche,  e dei governi che esse esprimono. La politica deve recepire e diventare responsabile per gli interessi superiori della Nazione, deve costruire progresso e benessere in modo consistente, senza danneggiare il patrimonio Nazionale migliorando ad esempio la situazione in alcuni settori e peggiorandola poi in molti altri.

 3 – Misurare, Valutare e Cercare Continuamente l’Efficienza

Dobbiamo dirci la verità, ciò implica costante misurazione, trasparenza,  genio, abilità e capacità di reazione rapida ed intelligente.

4 – Essere “Cittadini attivi”

Dobbiamo tutti essere, come cittadini, parte attiva nel garantire il puntuale rispetto degli obiettivi di competitività e benessere delegati alla politica in modo da difendere ed accrescere il patrimonio della Nazione. 

Ispirandoci a questi quattro semplici principi base possiamo trasformare l’atteggiamento della nostra politica e della nostra società da passivo in attivo da indolente in responsabile, con enormi benefici per Noi e per il nostro domani. 

La trasformazione non è sicuramente priva di grandi rinunce e sacrifici e qualunque parte politica potrebbe facilmente archiviare l’approccio come impopolare e quindi elettoralmente penalizzante. Questo è vero solo in apparenza, il seguente contributo (vedi Link sotto) di Lorenzo Bini Smaghi della Banca Centrale Europea, dimostra, dati alla mano, come un approccio rigoroso, che certamente comporta anche dei sacrifici, se corredato da risultati apprezzabili è comunque fonte di soddisfazione per i cittadini, che percepiscono l’impegno e la buona fede di chi ha l’onere della funzione di governo.

Western Democracy and its Discontents: Economic and Political Challenges (Lorenzo Bini Smaghi ECB) http://www.ecb.int/press/key/date/2010/html/sp101014.it.html

Lascia un commento

Archiviato in Democrazia e Costituzione

Cominciamo a Dare delle Risposte

 

Competere senza tirarsi indietro

 

Pensiamo al nostro passato, recente e meno recente, e cerhiamo di ricordare un governo che, tramite i suoi esponenti, abbia dichiarato come obiettivo il miglioramento della competitività nei settori chiave dell’economia e della società. Per quanto è mia facolta non ne rocordo alcuno. Non abbiamo piuttosto sentito frasi del tipo: “ridurremo le tasse”, riformeremo la giustizia”, “faremo funzionare la pubblica  amministrazione”, “taglieremo i costi”, “non metteremo le mani nelle vostre  tasche”, eccetera.  

Cosa hanno dunque a che fare questi proclami con l’obiettivo ultimo di diventare una Nazione migliore rispetto ad altre nazioni e migliore per tutti i cittadini Italiani?  Migliore rispetto a ciò che eravamo ieri, ma anche migliore della Germania, migliore della Cina, degli USA e di tutti le Nazioni che competono con noi in questo Villaggio Globale.

Stiamo allora veramente guardando nella giusta direzione? O stiamo forse sprecando e disperdendo il nostro potenziale in sterili discussioni di parte? Siamo realmente in grado di fissare degli obiettivi che riguardano il superiore interesse della Nazione, di perseguirli efficacemente e infine di centrarli?

Credo fermamente che il Popolo Italiano sia un Popolo naturalmente molto portato alla competizione e sono certo del fatto che a noi italiani non piace perdere, in nessun ambito, nel lavoro, nel calcio, nell’automobilismo e nelle competizioni in generale, perché quindi ci tiriamo indietro nella madre di tutte le competizioni? Credo che questa Nazione abbia energie e risorse intellettuali per primeggiare rispetto a chiunque, siamo stati e siamo ancora un punto di riferimento nella cultura mondiale e, innegabilmente, la culla della civiltà occidentale moderna, abbiamo insegnato al mondo l’arte e l’ingegneria, l’istruzione, con la più antica università del mondo[1] e l’economia, con  la più antica banca del mondo[2]. Abbiamo ed avremo certo sempre da imparare, ma sulle nostre capacità altrettanto certamente non si discute.

Come fare quindi a sfruttare il nostro enorme potenziale?

Come fare a metterlo al servizio della Nazione e del suo progresso?

La risposta, a mio avviso, è semplice e complessa allo stesso tempo, semplice nel principio, come deve essere  un buon Uovo di Colombo, complessa e articolata per non sottovalutare la complessità globale di cui siamo certamente parte. 
A Presto 

[1]L’Università di Bologna già fondata nel 1088

[2] La Banca Monte dei Paschi di Siena, nata nel 1472 come monte di pietà per dare aiuto alle classi disagiate della popolazione senese, è la più antica banca del mondo tuttora in attività, solo dopo il Banco di San Giorgio di Genova, la prima vera banca della storia in senso moderno, fondata nel 1407.

Lascia un commento

Archiviato in Democrazia e Costituzione

In Quale Mondo Viviamo (noi Italiani)?

In quale mondo viviamo? Un mondo nostro, quello che ci siamo scelti, fatto di sole, mare, pane, amore e fantasia. Il mondo dello “Stellone” italico che tutti problemi risolve, e se non li risolve chi se ne… O forse viviamo in un mondo globalizzato, dove “leone o gazzella” e’ meglio correre che tanto non c’e’ alternativa? Temo che la risposta giusta sia, nostro malgrado, la seconda. Non si dibatte della bellezza o della bruttezza della globalizzazione, se questo e’ o era il mondo che volevamo nel 68 o giu’ di li’ , no, non e’ proprio questo l’argomento da discutere adesso, il mondo e’ quello che e’, tocca a noi Italiani imparare a viverci, usando i nostri punti di forza e abbandonando per sempre gli atteggiamenti conservativi che ci caratterizzano piu’ o meno grottescamente.
La competizione globale non e’ una scelta, un opzione, e’ la regola, questo e’ un treno da cui non si scende, se si lavora nella giusta direzione si viaggia in prima classe, altrimenti nei carri merci al freddo e senza niente da mangiare.

Cio’ detto pongo nuovamente la domanda nel post di ieri: dove vanno le energie di chi governa una Nazione? Dove vanno le nostre energie? Stiamo lottando per il nostro posto in prima classe?
Forse no, anzi, sicuramente no. Ma allora perche’ ci lamentiamo se non abbiamo piu’ una Nazione da prima classe, se abbiamo a che fare con servizi scadenti, scuole mediocri, politici corrotti e gente che evade il fisco? Chi e’ causa del suo mal… Pianga se stesso!

Occorre tornare a vincere, abbiamo tutte le qualita’ per farlo bisogna solo focalizzare le nostre energie e darsi degli obiettivi stabili e misuarbili che i nostri governi possono e devono costantememte raggiungere tramite una esecuzione senza sbavature. Noi cittadini siamo i veri guardiani della nostra democrazia e dobbiamo partecipare attivamente al raggiungimento degli obiettivi, non su base volontaria, ma tramite un servizio civile democraticamente organizzato.

20120119-063755.jpg

Lascia un commento

Archiviato in Democrazia e Costituzione

Riformare per correre

Riformare X Correre

Dove vanno le “energie” della Nazione? Ovvero dove i nostri governi hanno fin qui indirizzato la loro attenzione e le nostre risorse? Siamo veramente sicuri che coloro i quali hanno fin qui guidato la Nazione, abbiano in definitiva fatto l’interesse superiore del Popolo Italiano? Se oggi continuiamo ad avere paura del domani e se la paura e l’incertezza che abbiamo oggi è più grande e incontrollata di quella che avevamo ieri e che i nostri genitori avevamo, è ovvio che la risposta è NO.

Ma cosa avrebbero dovuto fare i nostri governanti per non arrivare a questo stato di cose? Come avrebbero dovuto operare, nell’interesse generale, evitando di lasciare un eredità così pesante alla nostra generazione ed alle future generazioni di Italiani? Quali i principi cardine e i comportamenti che, se adottati, ci avrebbero salvato da questa situazione?

Chiediamoci allora innanzitutto quale sia lo scopo di un governo, quali i suoi reali obiettivi e poi ancora qual’è il limite del mandato popolare che ad esso viene affidato. La risposta a questo interrogativo, a mio avviso, è semplice, direi persino devastante nella sua semplicità. lo scopo ultimo di ogni governo dovrebbe essere:

Migliorare la condizione complessiva della Nazione, rispetto alla precedente gestione governativa, al fine di aumentare il livello di benessere dei cittadini e il livello di competitività globale.

D’altro canto, agli albori dell’unità d’Italia, il patriota e matematico Giuseppe Barilli (sotto lo pseudonimo di Quirico Filopanti) aveva già ipotizzato in modo chiaro lo scopo ultimo della Repubblica:

La Repubblica con le leggi e le istituzioni promuove il miglioramenti delle condizioni morali e materiali di tutti i cittadini (Giuseppe Barilli alias Quirico Filopanti nel 1849)

La comunità globale è un ambiente fortemente competitivo, la crescita, lo sviluppo sociale ed il benessere di noi cittadini dipende essenzialmente dal livello di competitività Globale che la nostra Nazione riesce a raggiungere in tutti gli aspetti della vita pubblica:

  • L’economia ed il lavoro,
  • l’educazione,
  • l’ambiente,
  • la sanità ed i servizi sociali,
  • le infrastrutture e i servizi,
  • la cultura e l’informazione.

Nessuno escluso e nessuno meno importante degli altri.

Lascia un commento

Archiviato in Democrazia e Costituzione

Obiettivi Della Classe Politica

Quali sono i reali obiettivi di coloro che vengono eletti dal popolo e che ricoprono cariche pubbliche? Questa è una domanda che ogni cittadino Italiano dovrebbe porsi quando affida il proprio voto a un candidato. L’assunzione, sulla quale troppo spesso sorvoliamo, è che costoro opereranno nell’interesse generale della Nazione e cioè in modo da migliorare la condizione morale e materiale, se non dell’intero popolo Italiano, almeno di coloro che li hanno votati. Nella realtà abbiamo scoperto, e lo scopriamo nuovamente ogni giorno, che un gran numero di eletti in parlamento rappresenta interessi personali o di gruppi di potere politico/economico e mira forse solo a far diventare la politica la propria professione. Costoro stanno forse solo cercando l’occupazione perenne delle cariche assegnate in modo da trarre profitto a vita dalla loro posizione di privilegio. E’ dunque questa l’essenza della nostra attuale rapprensentanza parlamentare? E’ dunque possibile che il premio per l’essere stati eletti del popolo consista in un pugno di privilegi e in una carica da occupare il più a lungo possibile? La principale ambizione non dovrebbe invece essere la possibilità di poter realizzare le cose in cui fermamente si crede e null’altro?

Solo un attenta misurazione, il raggiungimento dei risultati e una loro pubblica valutazione dovrebbe poter garantire, a coloro che sono stati eletti, la possibilità di continuare ad avere il privilegio di servire la propria Nazione con merito e profitto.

Dobbiamo ideare e costruire in futuro dei meccanismi, nelle nostre istituzioni, che allontanino i politici di professione e lascino spazio a persone rette, a dei veri leader che non hanno paura di essere misurati, così come non hanno paura delle sfide semplicemente perchè sono persone che sanno vincere e convincere che guardano serenamente e sobriamente alle proprie responsabilità con grande spirito di servizio.

Lascia un commento

Archiviato in Democrazia e Costituzione