Capacità dei Governi

Spesso i nostri governi hanno tradito il loro mandato, ironicamente, lo hanno fatto a “loro insaputa”, lo hanno fatto per manifesta inettitudine.

Nella nostra democrazia, come tutti sappiamo, tutti i cittadini, raggiunti i requisiti anagrafici di età, hanno gli stessi diritti elettorali, possono quindi votare ed essere eletti in parlamento. I Cittadini possono servire lo Stato anche quando non sono direttamente eletti,  come ad esempio, nel caso dei ministri della Repubblica, o degli amministratori in altri enti e istituzioni nazionali e locali.

L’investitura popolare o la nomina istituzionale  purtroppo non danno nessuna garanzia sulla capacità di portare avanti gli obiettivi dichiarati e gli interessi nazionali. Il principio secondo il quale tutti siamo idonei ad essere eletti a far parte di una squadra di governo è certo bello e sacrosanto, ma deve forse essere bilanciato da una misurazione inequivocabile, inevitabile, direi addirittura spietata, dei risultati ottenuti, i quali, ovviamente, dipendono dalle capacità degli individui. Purtroppo, fatti e governi recenti hanno definitivamente affossato il concetto che la nostra classe politica coincida con “i migliori”, con una elite culturale, morale e tecnica (le tre qualità dovrebbero esprimersi congiuntamente…) della nostra società. La moderna politica ha quindi bisogno della prova dei fatti, ha bisogno del riscontro dei risultati, non può più adagiarsi sulla mistificazione mediatica di capacità imprenditoriali e su millantate doti di leadership. Il principio dovrebbe quindi essere:

“Tutti possono governare a patto che dimostrino di poterlo fare con profitto per la Nazione”.

Ciò che nei fatti volgiamo dire possiamo semplificarlo con una metafora: tutti potenzialmente possiamo suonare o dire di saper suonare (direi con estremo populismo…) il violino come Nicolò Paganini e tutti siamo certamente candidati a salire su un palco a darne dimostrazione, se lo vogliamo, solo pochi, veramente pochi, però riceveranno poi l’applauso del pubblico e l’invito a continuare nell’esibizione. Cambiare questa assurda assunzione di implicita capacità è assolutamente importante e fondamentale per sconfiggere il peggior nemico della competitività e del benessere morale e materiale della nostra nazione: il populismo.

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