Riformare per correre

Riformare X Correre

Dove vanno le “energie” della Nazione? Ovvero dove i nostri governi hanno fin qui indirizzato la loro attenzione e le nostre risorse? Siamo veramente sicuri che coloro i quali hanno fin qui guidato la Nazione, abbiano in definitiva fatto l’interesse superiore del Popolo Italiano? Se oggi continuiamo ad avere paura del domani e se la paura e l’incertezza che abbiamo oggi è più grande e incontrollata di quella che avevamo ieri e che i nostri genitori avevamo, è ovvio che la risposta è NO.

Ma cosa avrebbero dovuto fare i nostri governanti per non arrivare a questo stato di cose? Come avrebbero dovuto operare, nell’interesse generale, evitando di lasciare un eredità così pesante alla nostra generazione ed alle future generazioni di Italiani? Quali i principi cardine e i comportamenti che, se adottati, ci avrebbero salvato da questa situazione?

Chiediamoci allora innanzitutto quale sia lo scopo di un governo, quali i suoi reali obiettivi e poi ancora qual’è il limite del mandato popolare che ad esso viene affidato. La risposta a questo interrogativo, a mio avviso, è semplice, direi persino devastante nella sua semplicità. lo scopo ultimo di ogni governo dovrebbe essere:

Migliorare la condizione complessiva della Nazione, rispetto alla precedente gestione governativa, al fine di aumentare il livello di benessere dei cittadini e il livello di competitività globale.

D’altro canto, agli albori dell’unità d’Italia, il patriota e matematico Giuseppe Barilli (sotto lo pseudonimo di Quirico Filopanti) aveva già ipotizzato in modo chiaro lo scopo ultimo della Repubblica:

La Repubblica con le leggi e le istituzioni promuove il miglioramenti delle condizioni morali e materiali di tutti i cittadini (Giuseppe Barilli alias Quirico Filopanti nel 1849)

La comunità globale è un ambiente fortemente competitivo, la crescita, lo sviluppo sociale ed il benessere di noi cittadini dipende essenzialmente dal livello di competitività Globale che la nostra Nazione riesce a raggiungere in tutti gli aspetti della vita pubblica:

  • L’economia ed il lavoro,
  • l’educazione,
  • l’ambiente,
  • la sanità ed i servizi sociali,
  • le infrastrutture e i servizi,
  • la cultura e l’informazione.

Nessuno escluso e nessuno meno importante degli altri.

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