“Rottamare” o non “Rottamare”??

Rottamiamo chi non merita!

Rottamare, un neologismo direi poco elegante. Rottamare, deriva da rottame, ovvero a indicare il disfarsi di qualcosa di inutile, vecchio e persino d’intralcio.

In questi giorni si dicuste molto su chi “rottamare”, su come rinnovare la classe politica italiana. Diversi i temi sul tavolo: la rottamazione è una questione di età, ovvero scaturisce da una contrapposizione generazionale, giovani contro meno giovani? Oppure si vuole “rottamare” persone che hanno “terminato” il loro ciclo propositivo, durato parecchie stagioni politiche,  e che devono quindi lasciare il posto ad una nuova generazione, con idee più allineate alle situazioni attuali?

Io credo che entrembe le posizioni diano una visione incompleta di come si possa gestire il rinnovamento nella classe politica italiana.

Innanzitutto, cerchiamo di stabilire quando abbiamo bisogno di un rinnovamento! Il rinnovamento dovrebbe forse essere un processo continuo, regolato da normali cicli di vita all’interno di ogni organizzazione, ivi incluse le organizzazioni politiche come i partiti, ma vi sono rinnovamenti e rinnovamenti! Vi sono le rivoluzioni, rapide e violente, e vi sono invece le evoluzioni politiche e sociali, silenziose, ma non per questo meno efficaci.

Di certo un rinnovamento è necessario quando si raggiunge un momento di stasi nella società e  nell’economia, un momento simile a quello che stiamo in effetti vivendo in questi anni.

L’attuale classe politica italiana non sembra, di fatto, in grado di poter esprimere quel colpo d’ala tale da poter guidare la Nazione verso nuovi standard di benessere economico e di sviluppo sociale. Il rinnovamento (con o senza rottamazione…) sembra quindi asslutamente inevitabile, più si indugerà nel processo, più violentemente tale necessità verrà a manifestarsi con conseguenze destabilizzanti per la nostra, sempre troppo traballante, democrazia.

Ma torniamo ora alla gestione del rinnovamento, qual’è la regola per rottamare o non rottamare?

Chiediamoci as esempio perchè alcuni considerano una FIAT 500 del ’62 un “rottame” ed altri un oggetto di culto! Qual’è la linea sottile fra queste due diverse percezioni?

In generale faremo riferimento alla capacità di essere funzionale del nostro “rottame”, più esso è infatti allineato e funzionale ai nostri obiettivi e più sarà per noi ancora e sempre un oggetto pertinente alla nostra vita fino a diventarne una parte essenziale.

Lo stesso concetto può essere ora facilmente traslato nel contesto delle organizzazioni. Vi sono persone che, indipendentemente dall’età anagrafica e dall’esperienza accumulata, sono funzionali all’organizzazione stessa ed altre che da un certo momento in poi, purtroppo,  non lo sono più.

Cosa rende queste persone funzionali e necessarie? In verità una sola cosa: la capacità di migliorare la possibilità, per l’organizzazione, di centrare gli obiettivi che essa stessa si è data e che sono attesi da tutti coloro che dall’organizzazione dipendono.

Senza perdereci in descrizioni troppo elaborate sul rapporto tra individui ed organizzazioni, diremo che il ciclo di vita dei singoli nelle organizzazioni è strettamente legato alla capacità di contribuire ad obiettivi generali dell’organizzazione attraverso il raggiungimento di obiettivi particolari assegnati.

In poche parole, l’organizzazione deve essere in grado di misurare se stessa e gli individui che ne fanno parte e di ritenere quei soggetti senza i quali il raggiungimento degli obiettivi diventa più difficile. Gli altri diventano di conseguenza superflui.

Questa definizione della “regola per rottamare” o meno qualcuno è fondamentalmente libera da qualunque discriminazione legata all’età (per altro in contrasto con molte carte dei diritti alle pari opportunità, ivi inclusa la normativa europea, sic…), si guarda infatti solo all’aspetto funzionale.

I partiti politici dovrebbero quindi essere in grado di misurare i risultati ottenuti dai loro rappresentanti, sia in funzione di opposizione parlamentare che in una funzione di governo. In base agli obiettivi prefissati (ad esempio in un congresso) si potrà quindi stabilire chi ha agito con forza e capacità per il loro raggiungimento attraverso la misurazione dei risultati ottenuti.

Oggi purtroppo la discussione politica si articola principalmente su due fronti che, di fatto, sono di scarsa utilità pratica per il cittadino: il fronte ideologico, ed il fronte comportamentale relativo alla coerenza nei comportamenti dei singoli e rispetto alla parte rappresntata.

Il dibattito è purtroppo quasi nullo rispetto ai temi che riguardano il progresso economico e sociale della Nazione. Se una strada esiste per il rinnovamento della politica passa invece poprio attraverso i fatti concreti, la meritocrazia, la misurazione dei risultati e la ricerca del miglioramento continuo. Molti vedranno (e già vedono) questa come l’era di una svolta tecnocratica nel modello democratico occidentale, e forse lo è, ma è questo un destino al quale possiamo sottrarci? Possiamo sottrarci alla competizione sugli indicatori fondamentali con altri sistemi economici e sociali, con la Cina, l’India, le altre economie emergenti? La risposta e semplicemente NO. Ciò che nel passato veniva spesso regolato con conflitti armati, è oggi trasformato in una strisciante e continua guerra-competizione economica senza soluzione di continuità. Oggi non vincono più dei bravi generali, ma gli ottimi sistemi Paese guidati da grandi strateghi.

Vogliamo allora essere un ottimo sistema Paese? La Germania, ad esempio, lo è, riesce a progradire dove altri non vi riescono, riesce a creare benessere per se e per le persone che vanno a vivere in Germania, compresi tanti italiani. So che molti concittadini italiani non aspirano a diventare “tedeschi” nel modo di fare e nel modo di pensare e posso, per certi versi, essere daccordo con loro, ma la mia domanda è: possiamo trovare una via Italiana all’efficenza?

Sono certo: la risposta è SI e non passa certo attraverso la “Rottamazione”, passa attraverso il riconoscimento del merito, che non ha Età, Sesso Religione, etc…

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