Pensiamo di Essere Soli?

Fitch Taglia il Rating dell’Italia

FitchL’agenzia di rating ha abbassato il giudizio sull’Italia a BBB+ da A- con outlook negativo. Il ‘voto’ riflette il “risultato inconcludente delle elezioni italiane”. Fitch era l’unica a non aver ancora ridotto il giudizio sull’Italia. “L’Italia troverà la soluzione politica e proseguirà le riforme”, è la risposta del Ministero dell’Economia

Lo Spread è una Bufala, i mercati non dipendono dalla politica, dobbiamo fare quello che è meglio per noi, cambieremo questo sistema, il popolo ha i suoi diritti, etc…

Si potrebbe andare avanti per molto con tutte le banalità che si sono sentite durante la tornata elettorale ed ancora in questa paludosa fase del post-voto. Un sacco di discussioni su chi è vicino a chi e a cosa e su chi vuole stare con chi. Il mondo sta a guardare, sta a guardare fino a che punto arriviamo, qual’è la nuova frontiara dell’autolesionismo che siamo  pronti a superare.

Sento sempre più spesso che noi, il popolo secondo alcuni, dobbiamo librarci della politica e di tutti i suoi mali, dobbiamo riprendere in mano il nostro destino, che il governo deve governare per noi e non per l’Europa e via dicendo. Altre stupide banalità cucinate per l’inaccettabilmente basso livello culturale dell’Italiano medio che è pronto ad “abboccare” a questo e ad altro.

Esiste solo una verità, mi dispisce dirlo, ed è terribilmente dura per noi Italiani: NON SIAMO SOLI!

Possiamo anche giocare a fare quelli che sparigliano le carte, che votano per uno dei 2 comici (non saranno mica in 3?) disponibili sul mercato elettorale, ma alla fine non possiamo essere così stupidi da credere che il nostro destino può essere cambiato con chissà quale ricetta magica. Il gioco al quale giochiamo è uno, ben identificato con regole scritte che valgono per tutti. Possiamo votare per chi vogliamo, ma non possiamo comportarci  come dei bambini capricciosi che quando non riescono a vincere ad un gioco vanno via a giocare altrove.

Nel nostro caso non esiste un altro gioco, non lo inventa Berasni e neppure Grillo (forse Berlusconi ne inventò uno…si chiamava Bunga qualcosa…), quindi poche chiacchere, bisogna essere bravi, continuare a migliorare e, alla fine, riuscire a vincere in questo contesto, giocando a questo gioco.

L’era, se è mai esistita,  in cui i popoli determinavano il proprio destino senza curarsi troppo del resto del mondo è finita per sempre. A qualcuno può non piacere, non lo metto in dubbio, ma viviamo in un villaggio globale ed interconnesso dove un voto insignificante, dato a personaggi insignificanti in Italia, può creare problemi alle borse di tutto il mondo nel giro di pochi minuti.

Si può far finta che non sia così, i contadini pugliesi o i signorotti brianzoli posso anche crederci, ma la realtà poi bussa alla porta. Questa volta si chiama Fitch, un’altra si chiamerà Standard & Poors etc. Il risultato è sempre lo stesso: se non sei più in grado di esprimere valore e di vincere a questo gioco fai, tuo malgrado, dei passi indietro e l’arbitro certifica la tua sconfitta, senza appello.

I nostri 3 amici comici non sembrano per niente preoccupati di questo, sembrano avere a cuore solo le sorti del popolo. Se questo è vero ci stanno rendendo proprio un bel servizio, ed i primi risultati li ha certificati Fitch: Grazie Mille Sig. Grillo, Sig. Bersani ed egregio Cav. Berlusconi.

Non ci sono ricette magiche, neanche una. C’è solo lavoro, fatica, sacrificio, misurazione, sconfitte, ancora sconfitte e forse, dopo tanta fatica, si può risalire la china. Il resto sono favole per chi ci vuole credere.

Per molti anni in Argentina o in Grecia i cittadini hanno creduto a favole come quelle che raccontano a noi, un giorno queste persone si sono sveglaite nella realtà e tutti hanno visto come è andata.

Cari concittadini, immagino siate contenti di avere finalmente “gente come voi” eletta al parlamento della Repubblica. Io no, non lo sono per niente.

Invito quindi tutti noi a guardarci allo specchio per farci 2 semplici domande: “Sono capace di riportare l’Italia al posto che merita? E se si come?”

Se non siete in grado di rispondere a queste 2 semplici domande, perchè allora dovrebbero essere capaci di farlo “quelli come voi” , quelli che avete mandato in parlamento?

Auguri a tutti noi.

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