La Lenta ed Inesorabile Deriva della Democrazia

Cosa c’è di malato nelle Democrazie Occidentali? Perchè non riescono più a rappresentare la gente comune e a risolverne i problemi? Eppure, tra tutte le forme di governo, la democrazia è universalmente riconosciuta come quella più bilanciata, in grado di coinvolgere attivamente tutti i cittadini nella vita pubblica di una Nazione. Cosa si è quindi rotto in questo meccanismo? Perchè noi cittadini non ci sentiamo più rappresentati dai nostri parlamentari e dagli organi di governo? La risposta a queste domande è già stata discussa più volte in questo blog, ma proviamo a rimettere a fuoco il problema.

 

Naufragio....

Affonderemo anche noi?

La rappresentanza in una democrazia parlamentare ha bisogno di 2 aspetti o qualità fondamentali:

  • Mandato
  • Controllo

Mentre sul primo aspetto la nostra classe politica indugia a lungo e ben volentieri,  sul secondo aspetto nessuno si esprime. Un mandato di rappresentanza deve per forza di cosa essere soggetto a controllo e deve essere passibile la revoca secondo delle regole ben precise.

Scrive Massimo L. Salvadori, in “Democrazia senza Democrazia” (Laterza, pp. 96, 14),

«La democrazia è venuta ad assumere il carattere di un sistema che ha riconsegnato per aspetti cruciali il potere a nuove oligarchie, le quali detengono le leve di decisioni che, mentre influiscono in maniera determinante sulla vita collettiva, sono sottratte a qualsiasi efficace controllo da parte delle istituzioni democratiche ( e dei cittadini direi io)». «Si tratta – prosegue – sia di quelle oligarchie che, titolari di grandi poteri, privi di legittimazione democratica, dominano l’ economia globalizzata, hanno nelle loro mani molta parte delle reti di informazione e le pongono al servizio degli interessi propri e dei loro amici politici; sia delle oligarchie di partito che in nome del popolo operano incessantemente per mobilitare e manovrare quest’ ultimo secondo i loro intenti; sia dei governi che tendono programmaticamente a indebolire il peso dei parlamenti (…) e soggiacciono all’ influenza del potere finanziario e industriale, diventandone in molti casi i diretti portavoce e gli strumenti».

Mi sento in totale sintonia con questa visione, la quale è forse una mera constatazione della realtà. Il punto è: che fare ?

A mio avviso, come più volte ribadito in questo Blog, è arrivato il momento di introdurre una Funzione di Controllo forte nella nostra regola Prima: La Costituzione della Repubblica.

Ogni governo ed ogni parlamento ha il diritto-dovere di rappresentare gli elettori ed i cittadini, ma ha anche il dovere di produrre un miglioramento per la situazione generale del Paese. Nel quadro della Globalizzazione Economica e Culturale, anche il non produrre nulla, ovvero il preservare lo Status Quo,  rappresenta un danno per il Paese.

Il mondo progredisce continuamente, ad alcuni di noi potrebbe non sembrare vero, magari a causa della pesante crisi economica, ma molte Nazioni extraeuropee  ad esempio, stanno facendo passi da gigante, del tutto paragonabili al boom economico che l’Italia visse negli anni 50.  Il non progresso, l’immobilismo politico e sociale,  (per non parlare di regresso…) ci relega in posizioni da comprimari e ci impone un pesantissimo dazio economico e sociale.

La Felice Decrescita, auspicata da alcune forze politiche dell’ultima ora, è una folcloristica trovata inventata per sottrarsi ad una competizione alla quale non si sceglie di partecipare e della quale non abbiamo scritto le regole.

5 stars blogger

Radici Nella Realta?

E’ un dato di fatto, un destino ineluttabile: dobbiamo competere. L’alternativa è soccombere!

Certo, qualcuno potrebbe pensare di poter vivere come la comunità Amish (http://it.wikipedia.org/wiki/Amish), ma occorre ricordare che un tale stile di vita deriva da una profonda, coerente e libera scelta di fede di una comunità molto coesa su alcuni valori. Non è certamente pensabile estendere un concetto simile ad una intera Nazione, una Nazione industrializzata, come l’Italia.  Non possiamo “abdicare” dal nostro ruolo nell’economia Europea e Mondiale, questo provocherebbe un immenso danno per i per tutti noi cittadini e ci relegherebbe nel limbo delle economie di secondo piano.

Lasciamo quindi queste stupidaggini a coloro che le formulano e che vivono in una realtà virtuale che non ha riscontri pratici.

La politica è il luogo dove le idee e le teorie incontrano la realtà e le necessità delle persone. Molte ideologie, nel passato, sono state, a lungo,  considerate valide sulla carta, in grado di assicurare progresso, eguaglianza e felicità ai cittadini. Poche sono state lo strumento per un reale miglioramento. L’unica vera differenza, quando vi è stata, l’ha fatta la capacità delle persone, il loro senso pratico e la determinazione nel raggiungere dei risultati. Si pensi ad esempio a gente come Enrico Mattei, un leader capace, secondo alcuni senza scrupoli, che però ci fece progredire come Nazione e come società. Mattei ci portò dei risultati di cui sentiamo i benefici ancora oggi, non era un politico (alcuni potrebbero non essere completamente d’accordo) , ma aveva le capacità e la determinazione per raggiungere gli obiettivi che si era dato e che avrebbero portato l’Italia a giocare un ruolo primario nella ricostruzione europea.  http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Mattei

Guardava ai Risultati

Guardava ai Risultati

I Politici che oggi si vogliono sottrarre alla competizione, che vogliono tirar fuori l’Italia dalla mischia, che non accettano di rendere conto e di essere misurati su ciò che producono, non lavorano per noi: non ci fanno essere una Nazione migliore dove tutta la gente può avere una vita migliore ed un futuro migliore.

Un “sogno Italiano”, simile al “sogno americano” è sempre certamente possibile, ma bisogna costruirlo con persone capaci, non con degli idealisti che discutono su un blog a mezzanotte.

L’unica strada per raggiungere questo obiettivo è quella di affiancare al mandato popolare la responsabilità di produrre dei risultati, un miglioramento. Lavorare per il  miglioramento presuppone, però una funzione di controllo che possa interdire gli organi legislativi in caso di evidente incapacità.

La funzione di controllo viene normalmente esercitata dai cittadini nelle tornate elettorali, dove si può esprimere approvazione o meno per l’operato di un governo o di una parte politica. Il dato di fatto è che la nostra attuale funzione di controllo, espressa tramite il voto democratico, non è efficace e non ha garantito affatto il ricambio di una classe politica che si dimostra incapace ed inconcludente.Quando poi il ricambio diventa inevitabile, come accade nella situazione attuale, la Nazione ha oramai perso tempo e risorse preziosissime, a tutto vantaggio delle altre Nazioni che insieme a noi competono nell’economia globale.

Occorre cambiare. Non bisogna però illudersi, il cambiamento vero lo otterremo solo cambiando le regole, inchiodando i Politici ai fatti ed ai risultati ottenuti, non certo cambiando le facce!

Questa è oramai una storia vecchia: quante volte abbiamo salutato nuovi salvatori della Patria portatori del Cambiamento? Dopo pochi anni ci siamo ritrovati in situazioni di sfascio economico e sociale, simili se non peggiori di quelli del punto di partenza.

Si pensi  alla fine della cosiddetta “prima Repubblica” ed alla successiva parabola della “seconda Repubblica”: siamo riusciti a migliorare da allora, dalla fine della prima Repubblica?

La domanda fondamentale che quindi ci dovremmo porre è: come fare a non ricascarci più?

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