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L’Efficienza della Democrazia

La parola “Democrazia”, dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, significa etimologicamente governo del popolo. La democrazia, come molti non sanno, non è sempre stata la forma di governo più apprezzata. Platone, ad esempio, la definiva “governo dei poveri e degli ignoranti” (demos) contrapposto al governo “dei ricchi e degli istruiti”. Secondo Platone, dare accesso a tutti i cittadini alla funzione di governo avrebbe portato il popolo stesso a cadere rapidamente sotto il potere di un tiranno. Secondo Platone, inoltre, i poteri decisionali e politici dovevano essere basati sulla competenza di chi li esercitava.

Aristotele, per conto suo, considerava la democrazia una forma di governo corrotta, dove una classe, la plebe, avanzava il suo dominio sulle altre. Più avanti, la democrazia è stata considerata, come nel 18º secolo, una forma di governo popolare pericolosa, dove il governo era affidato al popolo direttamente e senza una rappresentanza.

Charles Montesquieu

Charles Montesquieu

Montesquieu diceva a tal proposito: “il suffragio per sorteggio è naturale alla democrazia come quello per scelta lo è all’aristocrazia” sottintendendo che, ove non ci sia un criterio di scelta basato sulla competenza, tanto vale tirare a sorte le cariche pubbliche.

Finalmente la Democrazia diventa una delle forme di governo più largamente accettate quando si introduce la nozione di “governo rappresentativo della sovranità popolare”. Ciò avverrà però solamente dopo le rivoluzioni francese ed americana, portando il concetto di Democrazia, nella coscienza collettiva, allo stato nel quale lo conosciamo oggi.

Questa breve digressione storica sulla Democrazia ci è utile per illustrare il collegamento tra le nozioni di: Governo, Deomocrazia Rappresentativa e Competenza. Governo, inteso come sforzo mirato alla ricerca del miglioramento, Democrazia Rappresentativa,  come forza che istituisce il governo rappresentativo della volontà popolare e Competenza, come la capacità assolutamente necessaria ad esplicitare e rendere efficaci le azioni del governo.

Nel legame tra questi tre elementi, Democrazia Rappresentativa, Governo e Competenza va, a nostro avviso, ricercato il senso della moderna democrazia.  Tale Democrazia certamente, dovrà essere ancora rappresentativa, ovvero dovrà essere ancora una libera espressione del popolo, dovrà esplicitare una funzione di governo, la quale si dovrà però legittimare anche e soprattutto tramite la dimostrazione di solide competenze e di decisioni efficienti e misurabili rispetto all’avanzamento del bene comune.

La differenza chiave tra una democrazia del 20º secolo ed un’auspicata moderna democrazia va ricercata proprio in questa triplice relazione. 

Nelle democrazie del secolo scorso il governo, espressione della volontà popolare (tramite la rappresentanza), si adopera, “al meglio delle proprie capacità”, per agire “nell’interesse comune“.

In un’auspicata moderna democrazia, il governo ancora frutto dell’espressione popolare, dovrà avere un mandato subordinato alla chiara dimostrazione di competenza nelle azioni che intraprende per conto dei cittadini. I fattori che legittimano il governo e l’insieme dei rappresentati democraticamente eletti dovranno pertanto essere 2:

  1. Voto popolare 
  2. Dimostrazione misurabile di competenza nel raggiungere il miglioramento

Non valga più quindi la “presunzione di competenza” o l’assunzione del tutto gratuita che il governo operi “al meglio delle proprie capacità”, né quella che esso operi “nell’interesse comune”.

La dimostrazione di competenza sia del tutto esplicita e misurabile! La dimostrazione di competenza, potrà avvenire in modo incontrovertibile solo tramite la effettiva misurazione dei risultati ottenuti.

Nel caso in cui i risultati non fossero però raggiunti il governo perderebbe uno dei 2 fattori che lo legittimano e dovrebbe immancabilmente decadere.

Ricordiamo infine che una governo democraticamente eletto e competente è una necessità ineludibile in uno scenario globale dove il benessere ed il progresso dipendono, anche nostro malgrado, dalla capacità che una Nazione ha di competere con le altre.

Questo articolo, per la prima parte, relativa alla storia della Democrazia, trae ispirazione dalle pubblicazioni del Prof. Giovanni Carbone dell’Università degli studi di Milano e da “Principi di Scienza Politica” Clark-Golder-Golder -McGrawHill, 2011

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