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Per Capire Basta Guardarsi Intorno Ogni Giorno

Testa o Pancia?

voto_utile   Dopo i risultati delle recenti elezioni politiche si è spesso sentito dire che gli Italiani hanno “votato con la Pancia”, ovvero hanno espresso il loro voto in modo emozionale, spinti da un qualche istinto, non meglio identificato, di insofferenza verso la vecchia classe politica.

Al di la dei soliti luoghi comuni, quali: “siamo un popolo latino”, “siamo emotivi”, “amiamo tifare per qualcuno”, “Ci Mettiamo il Cuore”, etc.. Cerchiamo di capire cosa ci guadagnamo e cosa ci perdiamo a “Votare con la Pancia”,  e se questo è realmente ciò che ci si aspetta dai Cittadini in una società evoluta che naviga tra la 7a e la 8a posizione tra le economie più sviluppate al mondo.

Una reazione “di Pancia” è, come già detto, qualcosa di istintivo che viene dalle corde più recondite del nostro intelletto e che il più delle volte non ha una spiegazione razionale. Si reagisce di Pancia quando ci si sente minacciati, quando ci si sente fortemente urtati da qualche cosa, quando la “chimica” del nostro sistema nervoso ci dice che chi ci sta davanti non merita la nostra attenzione, la nostra fiducia o il nostro aiuto. Insomma, tutti comportamenti che, ad una più attenta analisi, potrebbero rivealrsi in seguito sbagliati.

Nel caso delle elezioni Italiane e della relativa libera espressione del voto Democratico, non ci troviamo certo davanti ad una situazione nella quale si può giustificare una reazione irrazionale. Come Cittadini abbiamo avuto tempo e modo per formarci un’opinione, grazie ad un bombardamento senza precedenti da parte dei media. Molti Italiani hanno partecipato attivamente alla campagna elettorale appena conclusa, tramite interventi sui Blog, partecipazione diretta nelle piazze Italiane e supporto diretto o indiretto ai candidati. Vi è certo poi una maggiornaza “silenziosa” di elettori dei quali non si sa molto, se non per il fatto che sono quelli che hanno appunto, secondo alcuni, votato con la Pancia. Tra loro certamente vi sono:

  • I Tifosi Ostinati,  gente che non ha mai cambiato il proprio voto neanche a fronte di evidenti delusioni (gli altri sono comunque peggio)
  • I Disillusi: uno vale l’altro, votiamo questi che sono nuovi
  • Gli Stufi Marci: ci vuole qualche faccia nuova, aria pulita!
  • Infine, quelli che vanno alle urne senza un idea ben formata e decidono in cabina…

Molte di queste persone,in effetti, non si sono mai formate un’opinione rispetto alle proposte politiche in campo (alzi la mano chi si è letto il programma di una o più forza politiche…), ma soprattutto non hanno mai avuto la più pallida idea e non si sono formati un opinione su quali sono i gravi problemi dell’Italia.

Ebbene, proprio con queste persone abbiamo fallito! Noi Italiani che apparteniamo al famoso 10% degli  “Italiani evoluti” identificati da B. Severgnini (quelli che leggono il gionrnale tutti i giorni, che accedono a Internet, che leggono libri, etc…), abbiamo fallito nel pensare che un meccanismo razionale, guidato da un informazione libera (o presunta tale) potesse muoverci verso una scelta costruttiva.

Ha fallito la classe dirigente delle Nazione, perchè non ha saputo spiegare, a tutti questi cittadini, quali sono le sfde che ci attendono e qual’è la loro complessità.

Abbiamo fallito tutti insieme, come Italiani, perchè ci ritroviamo una vagonata di nuovi parlamentari che forse non sanno neanche cosa si troveranno davanti e di cosa potrebbero essere ritenuti responsabili nei futuri libri di storia.

Questo è il risultato elettorale della “Pancia degli Italiani”. La Pancia ha suggerito che della precedente classe politica ne avevamo francamente abbastanza, basta Ladri, basta Corruzione basta Inefficienza, basta Rigore, basta Tasse, basta Europa, etc…

Bene, nessuno, da liberi cittadini potrà mai impedirci di votare con la Pancia o con qualche altra parte anatomica… Ma, in definitiva,  a cosa ci porta tutto ciò? Sicuramente abbiamo facce nuove, nessun dubbio su questo, ma saranno i nuovi eletti in grado di lavorare e produrre delle risposte e delle soluzioni per gli enormi problemi dell’Italia? Ne dubito fortemente.

Il criterio dell Pancia non ci rassicura affatto sulle capacità degli eletti, non si può certo affidare il futuro della nostra collettività a qualcuno solo perchè, a scelta: è una faccia nuova, è giovane, non ruberà (almeno pare…), non fa parte dei vecchi partiti, non è corrotto, etc…

Purtroppo la realtà sociale ed economica di una grande Nazione Europea come l’Italia è estremamente complessa, persone molto qualificate si sono già trovate in estrema difficolta nel gestire i fenomeni sociali ed economici in questione.

Sempre riferendoci alle recenti elezioni, per noi è stato come credere che uno sconosciuto,  potesse curarci da una malattia, solo perchè il precedente medico non era stato capace di guaririci. Questo sconosciuto,  evidentemente, di medicina non capisce nulla, anzi forse non è neppure un medico.

Guarire le persone è un mestiere difficile, per gente qualificata, non ci faremmo mai curare da qualcuno perchè ce lo suggerisce “la Pancia”, vogliamo certamente mettere la nostra salute in mano a persone qualificate.

Ecco dove sta il nostro fallimento! Nessuno è stato, fin qui, in grado di spiegare quanto è difficile “curare” la nostra Nazione, rimetterla in carreggiata e renderla nuovamente competitiva. Non è un compito da Pivelli, non era certamente neanche un compito per vecchi politicanti corrotti, ma continua a NON essere un compito per Pivelli seppure a 5 stelle.

Cosa succederà quando domani ci accorgeremo che neache questo nuovo venuto ha saputo trovare i rimedi per  la Nazione?

E’ già successo, dirà qualcuno. Per un po abbiamo infatti sperato in Berlusconi (intendo noi italiani, non certo io…), poi pensavamo che Prodi ce la potesse fare, qualcuno ha persino sperato che Monti potesse cambiare qualcosa…Niente da fare.

Purtroppo ho la certezza che il “miracolo” non avverrà nemmeno questa volta. Il motivo è molto semplice: non pretendiamo ciò che ci spetta, non pretendiamo, cioè, serietà, responsabilità e risultati misurabili e certificati.

Niente assegni in bianco o anticipi per il signor sconosciuto che ci deve curare, ma solo la prova dei fatti.

C’è la nostra vita in gioco, al primo segnale, che ci dice che la cura non funziona…., fuori dai piedi!

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Campagna Elettorale: Che Spettacolo!

W IL CIRCO

W IL CIRCO

Uno dei ricordi che mi accompagna da quando ero bambino è quello del Circo Togni.

Avrò avuto 8 o 9 anni, spettacolo meraviglioso per noi piccoli, da lasciarci a bocca aperta. I trapezisti, i pagliacci, gli animali, gli acrobati insomma tutto un grande spettacolo!

Ecco la campagna elettorale in corso mi ricorda un pò quel guazzabuglio… di tutto un po, tutto tranne ciò che conta: Riforme e RISULTATI!

Nei precedenti post ci siamo soffermati più volte sulla necessità di misurare i risultati della politica, col rischio di essere ripetitivi e di essere scambiati per idealisti fautori di un utopia. I fatti un po alla volta, molto lentamente, stanno però confermando che dei risultati non si può veramente fare a meno.

Eccone alcuni:

Sarà solo questione di tempo prima che si arrivi al controllo puntuale ed istituzionale dei risultati? Forse è presto per dirlo, ma ci sono dei segnali per dire che il contesto è fortemente mutato, non è più tempo di proclami ma di risultati e i risultati vanno misurati. Non basta più dire che si troverà un lavoro a milioni di Giovani in Europa, occorre trovarlo davvero un lavoro e su questo i nuovi elettori misureranno la politica, il sistema paese ed anche la stessa Europa.

Ciò detto, che altro spettacolo si vede nel circo mediatico delle elezioni? Beh scenette da cabaret, invasioni mediatiche, interventi a gamba tesa, invasioni di campo, litigi, avvocati e ballerine, insomma veramente di tutto. A molti non sarà sfuggita un’uscita di M. Monti circa il superamento del concetto di Destra e Sinistra, non perchè lui sia schierato al centro, ma perchè per risolvere i problemi dell’Italia essere di Destra o di Sinistra non da un particolare vantaggio e non è certamente un pre-requisito. Lo è invece la capacità, il saper fare. Ritorniamo quindi al punto fondamentale: prima di sapere se un chirurgo è di destra o di sinistra, vorremmo forse sapere se è in grado di portare a termine l’operazione che ci permetterà di sopravvivere…

Non sono daccordo con M. Monti che essere di destra o di sinistra sia un concetto del tutto superato, sono invece daccordo sul fatto che i problemi della Nazione vengano sempre al primo posto. L’unico modo per far si che ciò avvenga sistematicamente consiste nel mettere in pista un sistema che misuri la performance e la competitività del sistema paese. Su questi indicatori la politica tutta puo’ e deve essere misurata. Destra e Sinistra avranno certo modi diversi per raggiungere gli obiettivi, obiettivi che, però, sono vitali per il nostro futuro e andranno sempre e comunque raggiunti, pena il cambio di leadership della Nazione.

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Aeroporti

Arrivo a Torino…. giornata uggiosa, volo e atterragio tranquillo l’aereo è un Airbus A320 Alitalia, 150 posti circa, forse più.  L’aereo rulla, esce dalla pista di atterraggio, si ferma in una piazzola di parcheggio poco distante dal terminal. Bene, penso, a Torino ci si mette più tempo ad uscire dall’Aeroporto quando l’aereo è collegato al terminal tramite un finger. Il percorso interno per guadagnare l’uscita in quel caso è lunghissimo, l’autobus ti porta invece direttamente alla restituzione bagagli. Scendo dall’aereo, scaletta anteriore, mi aspetta un Autobus… uno solo per circa 150 persone.

Vengo preso dal solito moto di schifo, il degrado è ancora una volta intorno a noi e si mostra puntuale nelle cose di tutti i giorni. Mi guardo intorno mentre mi accomodo sull’autobus, come una sardina si accomoderebbe in una scatola di latta, cerco la targa di riferimento dell’autobus che ci trasporta, dice “COBUS 3000” mi chiedo quanti passeggeri porta, o meglio, per quanti passeggeri il veicolo è omologato. Tempo perso, informazione non disponibile, forse taciuta a bella posta? Siamo sempre in 150, nelle mani di un autista che fa delle frenate in stile Alonso durante un GP di formula 1, e lentamente andiamo verso il terminal. Quanti di questi miei compagni occasionali di viaggio saranno di pessimo umore come me? Quanti di loro, viaggiatori abitual,i saranno stanchi di questi soprusi, di trattamenti pessimi negli aeroporti di tutta Italia? Tanti, ne sono sicuro. Qualcuno a Torino ha deciso di risparmiare sulla nostra pelle (ancora…) e scarica un aereo di 150 posti con un solo autobus, decido che vale la pena capire quante persone porta un “Cobus 3000”. Ecco cosa riporta il sito della casa costruttrice:

Comodi in 112 stretti, molto stretti in 150….+ Bagagli

Up to 112 passengers fit comfortably in the COBUS 3000 (according to IATA AHM 950).  That is double the amount that fits into a normal solo city bus. Short ”turn arounds” optimise terminal capacities, and the transport concept of the COBUS makes the quickest way of moving passengers to remote positions possible through comfort and performance. Acc. to reg. no. 107 of the Economic Commission for Europe of the United Nations (UN/ECE) even 132 passengers can be transported with the COBUS 3000.

Ecco, come sospettavo, NON SI PUO’, scaricare un Airbus A320 su un COBUS 3000 150 passeggeri sono più del massimo consentito: 132. In alcune configurazioni, le più diffuse, l’Airbus A320 porta quasi 170 passeggeri, probabilmente il mio aereo era uno degli esemplari da 168 posti, e l’hanno scaricato usando un Cobus 3000 dove i passeggeri stanno comodi (per così dire…) se sono 112 e sono ammassati in 132. In 150 eravamo in una condizione pari ai treni per Auschwitz.

Da questa esperienza di degrado ordinario dell’Italia ho avuto un’idea, di cui parlerò prossimamente.

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