Archivi tag: Tassazione

10 Cose che certo non fanno vincere le elezioni, ma che cambierebbero questo Paese per sempre

imagesCA4MIU2V

  1. Scuola: Passare dal 30% al 60% di popolazione con educazione superiore (Diploma di scuola superiore),  e passare dal 19% al 40% di popolazione in possesso di un diploma di laurea o equivalente.
  2. Debito: Ridurre di 100 Miliardi di € il debito per 5 anni di seguito e quindi di 50 Miliardi nei successivi 10 anni, finaziando la riduzione al 20% tramite avanzo primario e per il rimanente 80% tramite dismissioni di patrimonio pubblico e introiti da aziende di Stato.
  3. Pubblica Amministrazione: Misurare tutti i Dirigenti Pubblici rispetto ad obiettivi numerici di pubblico dominio. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati si preveda il licenziamento dei Dirigenti.
  4. Pubblica Amministrazione: Istituire comitati pubblici di monitoraggio per le opere ed i servizi pubblici di primaria importanza. I comitati possono essere composti da Utenza, Associazioni dei Consumatori, Advisor indipendenti. I comitati possono istruire dei procedimenti che possono essere adottati d’ufficio dalla magistratura in caso di mancato rispetto delle normative e/o di illecito. I comitati possono essere isttituiti come servizio civile retribuito e possono essere parte di un programma di ricollocamento per personale qualificato in attesa di nuova occupazione.
  5. Lavoro e Tassazione: Regionalizzazione dei contratti di lavoro. Regionalizzazione di IVA e IRES per la quota parte di questi tributi che andrebbe alle regioni.
  6. Giustizia: Riscrivere e modernizzare i codici. Mettere un tetto al numero di leggi presenti nel Codice Civile e nel Codice Penale (400 ad esempio) in modo da semplificare l’intero impianto legislativo e da eliminare il più possibile ogni forma di ambiguità e di contraddizione.
  7. Giustizia: Introduzione di una classificazione dei dibattimenti giudiziari, con associati dei tempi massimi di dibattimento. Definizione di penali associate allo sforamento dei tempi.
  8. Lavoro: Cassa Integrazione ed altri ammortizzatori. La cassa integrazione e gli altri ammortizzatori possono essere concessi a protezione dei lavoratori quando essi perdono l’occupazione. Quando gli ammortizzatori vengono richiesti per risolvere problemi finanziari e in qualche modo a vantaggio dell’azienda (riduzione delle ore lavorate per ridurre i costi) la richiesta dovrebbe avere come pre-requisito il licenziamento della dirigenza dei reparti che usufruiscono dello strumento.
  9. Economia: Creare 10 Poli di Ricerca e Sviluppo associati alle filiere produttive strategiche Italiane. I poli dovrebbero essere finaziati al 49% dallo Stato ed al 51% dal settore privato consorziato all’interno della filiera. Obiettivo sarà portare l’Italia ad essere la detentrice del maggior numero di brevetti nei 10 settori strategici,
  10. Turismo e Cultura: Raddoppiare il numero di turisti che visitano il paese ogni anno. Finaziare istituti per la cultura e l’arte Italiana nelle prime 50 Nazioni al mondo per PIL e nelle prime 10 per Popolazione. Ristrutturare il sistema integrato dei trasporti tra le capitali della cultura Italiana e ridefinire gli standard a livello Nazionale per i Servizi e per l’ospitalità.
Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Cittadinanza Attiva, Democrazia e Costituzione

Cosa Possaimo Ottenere Misurando La Politica? Molto Direi….

Vediamo ora quali sono gli effetti che si potrebbero ottenere, nel sistema politico Italiano, e di riflesso nella societa’ italiana, da un attenta misurazione della performance del governo rispetto ad un insieme di obiettivi istituzionali individuati. Proviamo ad elencarli:

Netto miglioramento nella qualita’ della classe politica italiana

 

Questo sarebbe il primo tangibile effetto di questo cambiamento. La classe politica Italiana sarebbe chiamata ad esprimere delle capacità che andrebbero ben oltre il populismo e la demagogia e che si dovrebbero invece misurare con obiettivi estremamente sfidanti.

Prendiamone le Misure

Le compagini di governo avrebbero degli ”avversari” veri, che non sono delle altre parti politiche con le quali mediare obiettivi di corto respiro,  ma le compagini governative di tutte quelle nazioni che competono con l’Italia nell economia globale.

Il fallimento nel raggiungimento degli obiettivi istituzionali metterebbe fine alle speranze di una parte politica di governare la Nazione e di trarne profitto per la parte che rappresenta. L’azione di governo orientata al profitto di parte potrà infatti essere considerata e portata avanti se e solo se prima tutti gli Italiani avranno tratto profitto dal buon operato del governo.

Focalizzazione e Motivazione a Prevalere

Il governo sarebbe estremamente focalizzato nel raggiungimento degli obiettivi assegnati. Non avremmo piu’ dei governi che, reagiscono agli eventi, che ”navigano a vista” e che si misurano in continuazione con i sondaggi di opinione e con gli umori dell’elettorato.  In poche parole qualunque spinta populista risulterebbe fortemente moderata. Tutte le azioni governative sarebbero estremamente orientate al risultato che, lo ricordiamo,  risulterebbe l’unico valido modo per mantenere in carica l’esecutivo  ed i suoi componenti e sarebbe anche l’unico modo per evitare che la legislatura si concluda con un fallimento conclamato in modo istituzionale, con impatti ovvi sulla successiva competizione elettorale.

Eliminazione del nepotismo e del ”commercio” di cariche pubbliche

Un governo orientato alla performance assoluta ed al conseguimento di obiettivi ineluttabili, non potrebbe piu’ permettersi di nominare in posti chiave della pubblica amministrazione persone che non possano a loro volta garantire un altissimo livello di performance esecutiva, lasciando poco spazio a nomine di favore e di parte. Le nomine di persone non competenti metterebbe a rischio di fallimento l’intero esecutivo e le parti politiche che esso rappresenta.

Miglioramento della performance complessiva dello Stato

Il meccaismo di misurazione indurrebbe degli apprezzabilissimi benefici sull’ intera macchina della Pubblica Amministrazione Italiana che avrebbe la responsabilità di sostenere in maniera operativa l’azione del Governo.

E’ molto probabile che i governi possano decidere a loro volta di istituire un sistema di indicatori per misurare la performance nei vari comparti della publlica amministrazione e di estendere il principio di ”accountability” a tutti i dirigenti della stessa.

Il risultato di questo cambiamento avrebbe un portata enorme per il nostro Paese, trasformando profondamente il rapporto tra cittadini e lo Stato. La Pubblica Amministrazione in pochi anni potrebbe diventare la culla delle eccellenze Italiane dove solo i piu’ capaci possono essere chiamati ad operare e corruzione e malaffare sarebbero limitati intrinsecamente dall’impossbilita’ di coniugare l’ inefficienza che ne deriverebbe con il raggiungimento del risultato finale prescritto dagli obiettivi.

Massima collaborazione tra la politica e la societa’ civile

La politica ed in particolare il Governo avrebbe massimo interesse a cooperare con tutte le parti sociali,  al fine di raggiungere gli obiettivi istituzionali prefissati. Le scelte operate dal Governo non potrebbero essere a favore di una parte o di un altra se alla fine il risultato non andasse a sostanziare un miglioramento della performance complessiva della Nazione.

Si eviterebbero così posizioni strumentali ed ideologiche su questioni che riguardano invece la vita pratica e la competitivita’ della Nazione sotto tutti gli aspetti. Il governo avrebbe inoltre massimo interesse a cooperare con tutte le parti politiche, incluse le opposizioni, al fine di trovare soluzioni rapide ed efficaci alle questioni pratiche che influenzano gli obiettivi istituzionali. Le parti sociali, per contro, avrebbero estrema chiarezza sull’operato del governo e sugli obiettivi che lo stesso e’ chiamato a raggiungere ed avrebbero consapevolezza del fatto che il Governo opererebbe realmente per migliorare la condizione di tutte le parti anche quando queste sono naturalmente contrapposte, come ad esempio nel caso delle imprese e dei sindacati.

Rapporto costruttivo con le opposizioni

Il rapporto tra governo e le forze di opposizione risulterebbe drasticamente cambiato. Le opposizioni sarebbero responsabili e costruttive nei confronti del governo in carica in modo da ricevere, a  loro volta, eguale trattamento se chiamate a governare. La tentazione di ”sgambettare il governo”, sebbene possibile, non durerebbe a lungo in vrtù del fatto che la sua caduta porterebbe allo scioglimento delle camere con conseguente fine della legislatura, probabile cambio di maggioranza e possibile ritorsione da parte della nuova opposizione. Nessuna forza politica, infine, potra’ mai schierarsi apertamente contro il raggiungimento di uno o piu’ obiettivi istituzionali, essendo questi rappresentativi del benessere e del progresso complessivo della Nazione.

Nessuna forza politica potra’ ad esempio schierarsi contro un istruzione o una sanita’ migliore o contro un incremento dell’occupazione. Il ruolo delle opposizioni sarà di entrare nel merito sul come tali obiettivi possono essere raggiunti, nel proporre priorità diverse per gli obiettivi istituzionali e nel confrontare l’azione governativa per tutti gli obiettivi non istituzionali ma di parte.

Controllo della spesa pubblica e del debito

 

Il Governo dovrebbe tenere sotto controllo la spesa pubblica evitando di attingere alle casse dello Stato in modo indiscriminato per raggiungere i propri obiettivi. Ciò è accaduto in passato molte volte a causa di spinte populistiche e nel tentativo di mantenere ed accrescere consensi per pla propria parte politica. Questa pessima pratica ha portato ad un debito tra i più elevati nell’ambito delle Economie Occidentali. La sostenibilità degli indicatori economici sarebbe certamente parte degli obiettivi istituzionali ed abusare della possibilità di spesa pubblica porterebbe in breve alla fine della legislatura.

Limite all’Aumento Incontrollato ed Ingiustificato della Tassazione

 

Nel passato e tutt’ora i nostri Governi hanno avuto l’irrefrenabile tentazione (sfociata poi nei provvedimenti che tutti conosciamo) di operare innalzando il livello di pressione fiscale per avere più risorse a disposizione della loro azione politica. E’ più che ovvio che tale pratica sia di più facile ed immediato beneficio per il bilancio dello Stato rispetto alla ricerca continua dell’efficienza nella spesa. E’ altrettanto ovvio che alzare la pressione fiscale oltre una ragionevole soglia provoca una serie di scompensi sociali ed economici. La misurazione continua della performance del Governo impedirà l’innalzamento della pressione fiscale oltre la media degli indicatori di riferimento, spingendo il Governo a cercare risorse tramite tagli “intelligenti” della spesa pubblica. I tagli dovranno essere infatti operati in modo da non  inficiare il raggiungimento degli altri obiettivi istituzionali. In buona sostanza i tagli possono essere indirizzati solo verso le aree nelle quali vi sono e vi saranno evidenti sprechi.

In conclusione, vi sono molte ragioni per “inchiodare” chi ha l’onore e l’onere (e che onere sia..!) di governarci, tramite un processo di scrupolosa misurazione, all’evidenza dei risultati effettivamente raggiunti. Per contro non vi sono evidenti contro-indicazioni di sorta a questo approccio, se non per nostaglici e utopisti di una parte e dell’altra che, nell’insguire ammuffite ideologie, perdono di vista il vero progresso sociale ed economico della Nazione.

Nei prossimi post parleremo di cosa misurare e dei meccanismi di governance che dovrebbero portare la Nazione a raggiungere i propri obiettivi.

Lascia un commento

Archiviato in Democrazia e Costituzione